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domenica 22 febbraio 2015

Design e autoproduzione alla Cascina Cuccagna

Autoproduzione sedie Enzo Mari

Design e autoproduzione si uniscono alla Cascina Cuccagna per un ciclo di lezioni di falegnameria, dove sarà possibile realizzare con le proprie mani le sedie progettate da Enzo Mari, un grande esponente del design italiano nel mondo paladino anche dell’autoproduzione come risorsa e risposta alla crisi.


Nella mostra alla Triennale di Milano dedicata al Design oltre le crisiche si è appena conclusa, trovavano ampio spazio i designer emergenti e  quelli che hanno fatto storia, sapendo inventarsi e reinventarsi ogni volta dando prova di quell'ingegno tutto italiano.



Questa della Cascina Cuccagna è un’occasione unica per metterci in gioco e trasformarci in artisti e artigiani.
Il workshop in 3 appuntamenti il 21 marzo, 18 aprile e 23 maggio è organizzato dal collettivo Breadtree, che cerca di portare avanti il messaggio e l’idea della falegnameria di Enzo Mari riportato nel suo libro Autoproduzione, ovvero che ognuno potesse realizzare e autonomamente sulla base dei propri disegni e le sue indicazioni le sedie da lui progettate.

Il costo del workshop Autoproduzione: le sedie di Enzo Mari è di 40 euro (con sconto del 10% con Tessera Sostenitore). Per info e iscrizioni è necessario mandare una mail a falegnameria@cuccagna.org.

 


martedì 10 febbraio 2015

La spesa senza sprechi: proviamoci così!


Siamo sempre di fretta, mille cose e impegni da incastrare e la spesa da fare ovviamente, ma come farla in maniera ecologica e sostenibile?
Ecco qualche dritta, sono semplici consigli, molti di voi sono bravissimi e rispettano tutti i punti della lista, scommettiamo? Facciamo un piccolo esperimento insieme.
Leggete, spuntate, e prendete appunti, ovviamente commentate per dare altri consigli.

  1. Quando vai a fare la spesa non dimenticare di osservare il tuo frigo, se è vuoto sei stato bravissimo/a. Perché? Se è vuoto le cose sono due, o non fai la spesa da una vita, non sei abituato, hai scroccato il pranzo a parenti o amici, oppure hai calcolato bene i consumi settimanali e quindi non hai sprecato nulla. L’ipotesi 2 è quella virtuosa, la prima bè forse è il caso di lavorarci un po' su.
    Osservare il frigo, appuntare una lista per capire cosa manca, cosa è in scadenza e cosa è da provvista è importante, ci da una panoramica che nostri consumi e ci aiuta a stilare una previsione.
  2. Fai la lista, non andare a caso al supermercato, rischieresti di fare acquisti d’impulso, dimenticarti qualcosa, dover tornare ogni giorno per piccole cose che si trasformano in spese inutili. Prendi quello di cui hai bisogno, cercando di stilare un menù base settimanale.
    Non dimenticare di appuntare le serate palestra, cinema, o aperitivo fuori…non vorrai certo riempire il frigo di cose fresche e poi non consumarle? Risparmi, non sprechi e non porti pesi.
  3. Controlla di avere la sporta con te. Se non sai cosa sia, se non ne hai una a casa, prendi un sacchetto usato, ne abbiamo un sacco a casa purtroppo (noi molto meno, usiamo anche nei negozi non alimentari la nostra borsa in cotone riciclabile all’infinito).
    Una busta di carta, plastica anche bio costa dagli 0,8 fino ai 50 centesimi, vuoi mettere la soddisfazione quando la commessa chiede: “serve un sacchetto?” dire no, io ho la sporta! Io non la chiedo mai, quando mi dimentico la mia, faccio i salti mortali per portare tutto a mano, scene esilaranti e disperatissime, ma davvero esilaranti. Guarda la campagna di Greenpeace su “ Un oceano di plastica” per capire i danni che possiamo arrecare con le nostre scelte.
  4. Evita imballaggi inutili. Io preferisco comprare sfuso, sì al supermercato è difficile, ti imballano tutto anche una mela, ma con un po’ d’accortezza puoi ridurli. L’ananas, le banane, l’avocado…pesiamoli e mettiamo la targhetta direttamente sulla buccia. ( Noi prendiamo frutta esotica, sì cercando di moderarci, e solo fair trade).
  5. Programma bene le quantità. Sei solo, siete in 2, okey i pacchi famiglia sono convenientissimi, e riducono gli imballaggi. Se decidi comprarli, una volta a casa surgela dividendoli per porzioni. Qui torniamo al punto 1, c’è abbastanza posto in freezer? Dovresti saperlo!
  6. L'etichetta, leggila. Sì, non solo ingredienti, provenienza ma anche scadenza, calcoliamola prima di mettere in dispensa qualcosa che avrà secondo le nostre previsioni vita lunga e in realtà, non l'avrà affatto. Per il resto vige il nostro buon senso.
  7. Compra dal produttore. Se non puoi andare in campagna, la campagna arriva in città. Sì, perché sono sicura che anche dove abiti hanno organizzato Mercati della terra, mercatini di piccoli produttori, e di contadini, spesso sono settimanali. Noi andiamo alla Fabbrica del vapore, la Cascina Cuccagna, i prezzi molte volte sono più alti è vero, ma la qualità si sente.
    Trovi le date ai link corrispondenti.
  8. Sei sicuro che la tua acqua di casa non sia buona? Se hai la fortuna di abitare a Milano, sai che è controllatissima, in alcune zone è buona, in altre meno. Se è buona, usa la bottiglia di vetro, non porterai pesi, non produrrai imballaggi, non dovrai smaltire nulla. Se quella del rubinetto non ti piace, cerca una casa dell’acqua vicino a te, scopri la mappa qui.
  9. Lo scontrino dove lo butto. Iniziamo con la differenziata, ammesso che tu abbia seguito i punti 1, 2, 5, alla fine quasi inevitabilmente avrai prodotto rifiuti, l’organico va nell’umido, la plastica nella differenziata, così come il vetro e l’alluminio, ma lo scontrino? No, non mi dire che lo metti nella carta? Purtroppo la carta termosensibile, e l’inchiostro degli scontrini non sono riciclabili, quindi in attesa di un sistema nuovo, devi buttarlo nell’indifferenziato, o secco.
  10. Hai fatto male i calcoli? Ok, lo spreco è sempre in agguato, ma puoi ancora vincere, come? O organizzi una cena, ti dai alla serata svuota frigo, che da sempre origine a piatti fantasiosi, al limite del futurismo, oppure vai di riciclo creativo, qualche ricetta lo trovi nel sito, ad esempio l’ultima su come riciclare lapolenta avanzata, o i cereali e il pane.
  11. Ricorda che l’autoproduzione è sempre la via virtuosa, perché ti fa rendere conto della fatica e del valore degli alimenti. Un pane fatto in casa ti cosa meno, è divertente, più sano e sono certa che non andrà sprecato. Così come una torta, o lo yogurt. Sai che puoi farlo a casa senza yogurtiera?

Postilla sullo shopping online

Piccolo appunto in più, in questi mesi ho comprato molto online, sì è davvero comodo, scegli sul sito, magari risparmi qualche euro, e ti arriva a casa, ma tutto ha un prezzo.
Anche il più virtuoso, almeno così crededo dei siti, mi ha recapitato 3 oggetti ordinati lo stesso giorno in 3 spedizioni separate, con imballaggi di cartone, plastica assurdi e spropositati, uno spreco ENORME!! sono rimasta proprio male, perchè tra il trasporto e tutte quelle risorse. 
Da allora mi sono posta una regola, siamo sicuri che il negozio vicino a casa non abbia la stessa cosa che mi serve, a un prezzo ragionevole, un posto dove posso andare di persona, pagare e ridurre trasporto e imballo? La risposta molte volte è: sì. Quindi controlliamo.

Non dimenticate di scriverci le vostre dritte, suggerimenti e impressioni. Voi come la fate la spesa?



venerdì 6 febbraio 2015

Come utilizzare la polenta avanzata


É arrivata la neve, fuori fa freddo, e anche a tavola abbiamo bisogno di piatti caldi e un po’ calorici per tirarci su. Il comfort food per eccellenza dell’inverno, quello che ci viene dalle nostre tradizioni contadine, almeno qui al nord è la polenta, non per niente ci chiamano polentoni…hahah ahah

Se anche a voi capita di esagerare con le dosi, e avanzare la polenta, ecco qualche ricetta su come realizzare piatti di recupero con questo prezioso ingrediente, un tempo fondamentale nelle case, perché sostanzioso e a basso costo.

Ecco come utilizzare la polenta avanzata in maniera gustosa, economica e divertente, siete pronti?

Polentine

polenta alla griglia

Iniziamo con le classiche polentine o polenta fritta una vera leccornia, perfetta da gustare il giorno dopo come antipasto oppure come contorno, al posto del pane ideale per accompagnare il secondo o le verdure.
Vi basterà tagliare la polenta fredda in fette di un centimetro di spessore, far scaldare una padella con un po’ di olio o a chi piace un po’ di burro, sfrigolare le fettine da entrambe i lati per 5 minuti, senza girare troppo. Il segreto è la pazienza per creare la crosticina pefetta.
Un tempo si metteva la polenta sulla griglia del camino, se avere una piastra potete provare questa variante più veloce e anche salutare.

Chips di polenta croccanti

chips polenta

La seconda ricetta è più complessa e calorica, si tratta di tagliare delle fettine di polenta molto fini, lasciarle asciugare bene, infarinarle e salarle e buttarle nell'olio bollente fino a doratura.
Proprio come le patatine fritte classiche, queste chips di polenta sono perfette per un antipasto magari dal sapore un po’ messicano.

Gnocchi di polenta e taleggio


Vi serviranno:
  • 300 grammi di polenta
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 200 gr di farina potete anche mischiare quella integrale con quella 0
  • 2 cucchiai di formaggio grana
  • Sale
  • Pepe
  • Noce moscata a piacere

Il procedimento per questi gnocchi di polenta è davvero semplicissimo, basta unire tutti gli ingredienti insieme in un contenitore capiente, creare un impasto omogeneo e realizzare dei serpentelli proprio come si fa con gli gnocchi tradizionali, potete tagliarli della misura che volete, più piccoli per una cottura veloce o più grandi per i più affamati. Vi basterà cuocerli in acqua bollente salata, per pochi minuti, quando vengono a galla, e scolarli con attenzione.

Condimento perfetto un buon formaggio a pasta morbida come il taleggio appunto, oppure aggiungere radicchio e dadini di fontina.

Quenelle di polenta e mozzarella


Chiudiamo con un piatto unico gustoso, o un appetizer , ovvero quenelle di polenta e mozzarella
Queste crocchetine sono facili da realizzare, e da portare al lavoro come schiscetta il giorno dopo.
Con due cucchiai inumiditi prendete una piccola quantità di polenta fredda, e lavoratela a quenelle, create con le dita un piccolo foro al centro per farcire con la mozzarella a dadini.
Sigillate bene inumidendo le dita, ponete le quenelle in una teglia oleata, e coprite con abbondante sugo di pomodoro. Una spolverata di grana e in forno a gratinare.

Una volta dorate sono pronte per essere mangiate o conservate.

Buon appetito e alla prossima ricetta di recupero! Perchè il motto è: Cucina senza sprechi 

M’illumino di meno… per riveder le stelle!

M'illumino di meno 2015
M’illumino di meno è da 11 anni la Festa del Risparmio Energetico. Nata in collaborazione con Caterpillar radio 2 questa iniziativa ci invita a riflettere sui nostri consumi energetici, all'importanza di queste risorse e alle nostre azioni quotidiane.
Anche quest’anno il 13 febbraio siamo invitati a spegnere le luci, anche solo per 1 ora dalle 18.00 alle 19.30, ma quest’anno c’è qualcosa in più.

Proprio quel giorno potremmo osservare la costellazione dell’Orsa minore, o Piccolo carro, se tutti saremo virtuosi, spegneremo le luci potremo “Tornar a riveder le stelle”, un premio per tutti, una sfida da vincere insieme.

Tutto questo in collaborazione con la comunità astronomica nazionale (INAF, SAIT, ASI), e internazionale IAU che vuole lanciare un esperimento, ovvero dimostrare quanto sia presente e inficiante l’inquinamento luminoso, non solo in città. 
Solo grazie all'illuminazione intelligente, e responsabile potremo godere di maggiori vantaggi, tra cui la riconquista delle stelle, ormai invisibili per la maggior parte di noi.

M’illumino di meno sarà uno dei primi eventi che celebra il 2015, come Anno Internazionale della Luce come istituito dall’UNESCO.

festa della luce 2015

Poteva non partecipare all'esperimento lei, la nostra Samantha Cristoforetti? Tempo atmosferico permettendo, la nostra astronauta fotograferà l’Italia dallo spazio sia il 12, sia il 13 febbraio sperando di cogliere la differenza.
Siete pronti? Non vorremo certo deluderla.


Tutte le istruzioni a questo sito, dove troverete anche tante dritte su come esplorare il cielo e ammirare le costellazioni.

m'illumino di meno 2015

martedì 20 gennaio 2015

Come usare la frutta secca: barrette energetiche, muesli fai da te

Ne abbiamo mangiata tanta durante le festività, ci hanno detto che fa bene per il colesterolo, che è molto nutriente e ricca di acidi grassi importanti stiamo parlando della frutta secca. Se anche tu a casa hai ancora molte mandorle, noci e nocciole e non sai come consumarle ecco alcune ricette di recupero naturali che fanno bene alla salute, molto energetiche ma che se consumate in maniera corretta sono anche un idea furba per rimettersi in forma.

La prima ricetta per riutilizzare la frutta secca è molto golosa e la possiamo realizzare in maniera semplice e veloce, magari proporlo come dessert agli amici.

Torta di frutta secca

crostata frutta secca

Trattandosi di una ricetta di recupero le dosi sono assolutamente indicative, infatti basta avere abbastanza frutta secca per la farcitura, nel caso non ne abbiate abbastanza seguite le nostre sostituzioni.
  • 150 grammi di farina di farro o integrale – se non le avete scegliete la farina 0 e non manitoba troppo raffinata
  • Un bicchiere di olio di semi – soya, arachidi o girasole
  • 1 bustina di lievito
  • Scorza di arancia o limone a piacere
  • Mezzo bicchiere di latte – meglio vegetale

Per il ripieno
  • 150 grammi di nocciole, mandorle e noci – vanno bene anche solo un tipo basta sia di pari quantità
  • 2 cucchiai colmi di sciroppo di agave o di miele o zucchero di canna

Iniziamo con il creare la pasta frolla, volutamente senza burro e senza uova per diminuire la calorie, il procedimento è semplice, in un mixer aggiungere farina, lievito, olio e scorza di arancia e latte, aggiungete agave o qualsiasi dolcificante utilizzate abitualmente.
Amalgamare creando una pallina da riporre al freddo per 30 min.

Una volta stesa la frolla in una tortiera, versate la frutta secca avendo l’accortezza di dividere in due parti, una da tritare finemente, l’altra da lasciare a pezzi interi, mescolando il tutto col sciroppo d’agave oppure miele, oppure zucchero di canna.
Se non avete abbastanza frutta secca aggiungete sul fondo della mela a spicchi, servirà da base morbida alla copertura croccante.
Il forno per 40 min a temperatura media e la torta è fatta, potrete porzionarla in quadratini e portarla con voi per una merenda genuina.


Barrette energetiche alla frutta secca e miele


Questa ricetta è ideale per chi fa sport, contiene tutti i nutrimenti per uno snack veloce: ecco come realizzare le barrette energetiche fai da te.
In una ciotola aggiungere frutta secca sminuzzata potrete aggiungere anche datteri, fichi secchi o dadini di frutta essiccata, farina di avena, 1 albume montato a neve, un cucchiaio di olio di semi o d’oliva, zucchero di canna o meglio miele o agave.

Una volta mescolato il tutto stendete il composto in una teglia dai bordi  non tanto alti, meglio se rettangolare, la carta forno sul fondo è essenziale per poi staccare il tutto.
Infornate per 35 minuti in forno forte o ventilato.
Una volta raffreddato per bene, tagliate con un coltello in barrette. Potete avvolgerle nella carta forno e conservarle in dispensa per molto tempo a patto che siano ben sigillate.


Coppa di yogurt, muesli croccante e frutta

coppa yogurt e muesli

Ottima colazione o dessert al cucchiaio ipocalorica, questa coppa è fresca e piacevole perché mixa diverse consistenze e sapori, l’aspro dello yogurt, il dolce della frutta, il croccante delle noci o delle mandorle.
La preparazione è davvero semplice, l’unica cosa da preparare è la frutta secca da tagliare grossolanamente e da tostare per alcuni minuti in padella.

Alternate bella coppa yogurt al naturale o a piacere, frutta secca, muesli e frutta di stagione, per un tocco di colore scegliete mirtilli, lamponi o melograno ricchi di antiossidanti.

Servite a temperatura ambiente o appena freddo, perfetto nel bicchierino monodose per una merenda deliziosa in ufficio o a scuola.

domenica 18 gennaio 2015

La cosmesi naturale che fa bene all'ambiente


Nasce da due bisogni essenziali e al passo con i tempi: prendersi cura della nostra pelle in maniera naturale e risolvere i problemi degli scarti alimentari.  Finalista del premio per l’innovazione organizzato dall'università di Sassari, Acadermic ha realizzato cosmetici organici da scarti alimentari, trasformando i rifiuti ad alto impatto ambientale in risorse ad alto valore aggiunto.

I cosmetici dagli scarti agroalimentari

La cosmetica ecobio sta avendo una diffusione e uno sviluppo enorme, anche case produttrici prima votate solo alla petrolchimica hanno adeguato la loro offerta prediligendo sostanze attive di derivazione naturale e di coltivazione biologica, ma questo progetto, diventato start up fa un passo avanti, proponendo un modello sostenibile di valore.
Sotto la guida della Dottoressa Carla Villa vengono realizzati insieme a un centro universitario e professionisti esperti in  in ambito cosmetologico, biomedico e microbiologico, prevede la preparazione di ingredienti bioattivi verdi, ottenuti dagli scarti agroalimentari attraverso tecniche estrattive microonde.
Ingrediente primario per i cosmetici Acadermic sono le acqua essenziali, ovvero le acque di sostentamento della pianta ricche di principi attivi e antiossidanti, vengono così formulati prodotti ecosostenibili, a risparmio energetico e con altissimo valore per la pelle.

Il team di Acadermic - Cosmetici ecosostenibili

I migliori risultati si sono ottenuti con le vinacce liguri, la start up infatti ha origine da questa zona, nel 2015 verrà lanciata una linea cosmetica proprio con questi ingredienti e il canale di distribuzione saranno proprio le farmacie, luoghi dove oggi non si possono purtroppo trovare prodotti eco biologici di valore. I farmacisti verranno finalmente formati con corsi specifici su questi prodotti e avranno gli strumenti per consigliare in maniera ottimale il consumatore, capendo quindi il valore di questi prodotti naturali al 100% amici della pelle e dell’ambiente.

Leggi l'Inci e scegli la bellezza sostenibile

I cosmetici realmente sostenibili e naturali saranno finalmente una realtà? Lo scopriremo presto, nel frattempo vi consigliamo di scegliere prodotti per la persona di origine vegetale, privi di petrolati, siliconi e parabeni. Lo strumento per sceglierli correttamente è sempre uno leggere le etichette, per questo vi rimandiamo al nostro articolo che propone una facile guida a come leggere l’INCI e riconoscere le sostanze “cattive”.

Hai mai provato a realizzare un cosmetico fai da te? Visita la nostra pagina dedicata alla cosmesi naturali e copia le ricette.
 

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