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sabato 5 marzo 2016

Il discorso di Leo

Discorso Leonardo di Caprio - Oscar 2016 - fonte teamworld.it

"Non diamo per scontato questo Pianeta, come io non darò per scontata questa serata"
Leonardo Caprio, ha appena saputo di aver vinto il Premio Oscar come miglior attore, era dai Golden Globe che sul web impazzavano gif, post e immagini che lo canzonavano sul desiderio di vincere l'agognato premio dopo anni di attesa e di sconfitte. 
Emozionato ma fermo inizia il suo discorso, e non è un discorso egoistico che sottolinea il suo trionfo, ma sono parole per una questione che tocca tutti noi da vicino: la Terra.

"Revenant – Redivivo è un film sul rapporto tra l’uomo e il mondo, la natura che lo circonda. Un mondo che nel 2015 è stato il più caldo della storia.. I cambiamenti climatici sono reali, sta succedendo proprio ora".

Proprio lì sul palco degli Oscar, lancia un appello in favore della salvaguardia di ciò che abbiamo di più caro e prezioso, lo fa dopo anni di film, ma anche di cause, appelli e impegno a diffondere questi messaggi.
Un discorso quello di Leo che è allo stesso tempo accusa e speranza, accusa verso i politici, speranza in chi si batte per i suoi ideali, per ideali universali più grandi che ci ricordano che questa minaccia è reale e dobbiamo agire a tutti i livelli, qui e ora.

"Dobbiamo sostenere i leader in giro per il mondo che non parlano a nome dei grandi inquinatori e delle grandi corporation, ma che parlano a nome di tutta l’umanità, inclusi gli indigeni e le miliardi di persone che sono meno fortunate che sulle quali l’impatto di tutto ciò sarà molto più devastante. Dobbiamo farlo per i figli dei nostri figli, e per quelle persone la cui voce è stata soffocata dall’avidità dei politici".


Così Leo per noi ha vinto due volte. Un premio meritato che speriamo di ricevere tutti, con impegno, rimboccandoci le mani, lottando anche contro chi è più grande di noi per il benessere del Pianeta.

Voi cosa ne pensate? Secondo voi questo messaggio ecologista era sincero? Avete apprezzato questo discorso?

domenica 21 febbraio 2016

Moda ecologica: dall'ananas nasce Piñatex

Borse e scarpe ecologiche - foto da Ananas-Anam.com

Una camicia decorata da ricami, usata dagli uomini per le feste e i riti nuziali utilizzata dagli uomini delle Filippine è stata d'ispirazione per un'imprenditrice spagnola, che ha creato Piñatex una fibra naturale e ecologica. 
Questo materiale a basso impatto ambientale potrebbe diventare un ottimo sostituto della pelle, o del poliestere per la realizzazione di borse, scarpe e accessori. Il risultato una volta lavorate le foglie dell'ananas è davvero molto soddisfacente, sia in termini di resa estetica sia di resistenza, infatti Piñatex è versatile, morbida ed economica: il costo di questa fibra  di soli 23 euro al metro quadro, per produrre questa quantità di materiale sono sufficienti 16 piante di ananas. Un'invenzione importante che apre nuovi scenari e possibilità per la moda ecofriendly.

Dagli scarti nasce dell'ananas nasce Piñatex 


Un sottoprodotto però infatti sono utilizzate per la realizzazione sono il ciuffo, ovvero le foglie appuntite del frutto che andrebbero buttate dopo la coltivazione e la commercializzazione. Non vengono utilizzati ne suolo ne acqua in più, e si riutilizza uno scarto destinato a marcire. Una grande intuizione che ha portato a diversi anni di ricerca prima del  brevetto e la produzione dei primi accessori in questo materiale. Gli scarti industriali diventano così una preziosa risorsa, innovativa, ecologica e vantaggiosa anche per i coltivatori che possono così guadagnare un po' di più.

Immagine da Ananas-Anam.com


Non solo abbigliamento ecofriendly ma anche edilizia green


La sua creatrice Carmen Hijosa ha però un altro progetto, ovvero che questo materiale da sostituto della pelle venga riconosciuto per la sua particolarità, la sua unicità e il suo valore, non solo come imitatore do un tessuto. Infatti la fibra dell'ananas può essere tinta, stampata e lavorata per ottenerne diverse consistenze, utilizzata per la creazione di tantissimi capi di abbigliamento ecosostenibili, o per la realizzazione di rivestimenti antibatterici e traspiranti per le ferite, allargando gli utilizzi anche al capo medicale, oppure trovi applicazione come materiale isolante per le abitazioni.

Insomma in attesa che le fibre dell'ananas diventino di moda vi lasciamo a questo video che illustra il progetto e a una domanda: Voi comprereste accessori o capi realizzati con Piñatex?






giovedì 18 febbraio 2016

Spegnere la luce non basta


risparmio energia

Il 19 febbraio torna l'appuntamento con M'illumino di Meno l'iniziativa della trasmissione radiofonica Caterpiller Radio2 che invita tutti compiere un gesto simbolico, spegnere la luce per ricordare l'importanza di questa risorsa e sensibilizzarci su pratiche di vita più sostenibili. L'edizione di quest'anno, che sarà la dodicesima, si svolgerà in concomitanza con la Giornata del risparmio energetico, e avrà come tema principale la mobilità sostenibile. A dare maggior concretezza quest'anno anche la campagna Bike the Nobel, che ha candidato la bicicletta al Nobel per la pace. 

Tante le città da nord a sud dello stivale che aderiranno, spegnendo le luci di monumenti, uffici pubblici, negozi e abitazioni private.

Un'iniziativa lodevole, un messaggio forte che di anno in anno riesce a toccare non solo le pubbliche amministrazioni ma soprattutto tanti cittadini. Questo è solo un piccolo gesto simbolico, che se non è supportato a pratiche  quotidiane di utilizzo intelligente delle risorse non basta a cambiare realmente le cose.
Le nostre città diventano smart e sharing, le biciclette in condivisione, le macchine e gli scooter elettrici, i lampioni diventano led, ma le nostre abitudini sono davvero migliorate? Urge una presa di coscienza più grande, un cambiamento di mentalità che forse ancora oggi non è avvenuto. è tempo di adottare uno stile di vita più rispettoso nei confronti dell'Ambiente ma soprattutto di noi stessi. Purtroppo tutto questo non è facile o immediato, ci vuole tempo e determinazione, un impegno iniziale, una gran fatica prima che diventi abitudine.

Non lasciare gli apparecchi elettrici in standby, utilizzare elettrodomestici e lampadine a basso consumo energetico, prediligere i mezzi pubblici alla macchina, abbassare la temperatura nelle case e negli uffici.  Essere ecofriendly è difficile! Difficile ma non impossibile.

Ecco perché un piccolo gesto come quello di spegnere la luce per un'ora o andare al lavoro in bici per un giorno può diventare l'inizio di un circolo virtuoso, lo start che spinge a cambiare, la spinta a migliorarci.
Noi ci proviamo, voi ci state?

È possibile aderire a M'illumino di Meno a questo link, e descrivere le proprie iniziative personali o di gruppo a favore di queste tematiche sulla pagina FB e su Twitter.


19 febbraio.

martedì 29 dicembre 2015

Se l’aria diventa irrespirabile


Questi giorni di festa sono segnati da una notizia che tocca un po’ tutte le città italiane: lo smog ha raggiunto livelli troppo alti, i dati parlano di valori mai raggiunti prima, la capolista è Milano.

La soluzione all’aria irrespirabile, a quella nebbia che nebbia non è? Il blocco delle auto per 3 giorni almeno nel capoluogo lombardo, e anche in altre città più colpite. Ma siamo sicuri che fermare le auto per 3 giorni, sotto le feste quando la maggior parte delle persone è in ferie e le altre sono in vacanza, solo dalle 10.00 alle 16.00 sia la soluzione ai nostri problemi?
I campionamenti dell’aria dopo i primi due giorni di blocco parlano chiaro, i valori di polveri sottili nell’aria non sono diminuiti come speravamo. Forse si può fare di più, o forse si è fatto in questi mesi troppo poco per prevenire questo problema.

L’inquinamento c’è ogni giorno, ce ne accorgiamo dai capelli sporchi, la patina sui davanzali e sui monumenti, dalle bronchiti e dalle malattie respiratorie troppo frequenti eppure si deve aspettare l’innalzamento record dei valori per intervenire blandamente.
C’è chi da la colpa ai riscaldamenti domestici, chi alle auto vecchie più inquinanti, chi alle particolari condizioni atmosferiche, fatto sta che l’aria soprattutto a Milano è irrespirabile (sempre).
Nella classifica delle città italiane con miglior qualità della vita Milano si è aggiudicata il secondo posto, merito anche i servizi e la rete di trasporto pubblico, invidiabile rispetto ad altri capoluoghi. Eppure quando si parla di bloccare le auto sorgono problemi per i pendolari, per chi deve andare al lavoro. Abbiamo il primato dello sharing, condividiamo bici, auto elettriche, insomma i mezzi per spostarci senza inquinare troppo ci sono. Forse non c’è la volontà? Serve un piano più articolato, un cambiamento di stile di vita, regole più ferree e iniziative più coinvolgenti.

Citiamo le parole di Federico del Prete pubblicate su www.cyclopride.itGli investimenti contenuti nel Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2016 chiariscono come l’uso quotidiano, non solo ricreativo della bicicletta sia un asset finanziario per l’Italia, non solo una questione di immagine, che è pure essenziale. Se continuiamo a pagare le sanzioni europee per aver superato i limiti di inquinanti e PM 10 vuol dire che non stiamo onorando gli sforzi economici – condivisibili o meno che siano – del nostro governo, quindi anche i nostri, quelli che partono dalle nostre tasche”.


Non ci resta che rimboccarci le maniche e impegnarci seriamente, tutti per avere un'aria migliore e una vita più sana. E voi cosa ne pensate?

mercoledì 28 ottobre 2015

Primi successi per l'elettronica biodegradabile


Tenere il passo con le novità in campo tecnologico ci costringe a un incessante produzione di rifiuti RAEE ovvero tutti gli elettrodomestici, cellulari, computer e dispositivi di uso comune. 
Numeri davvero enormi, infatti solo nel 2014 il mondo ha prodotti 41 milioni tonnellate di questi rifiuti. Ognuno è portato a cambiare smartphone quasi ogni anno, l'obsolescenza programmata da una spinta maggiore a tutto questo, ma se i rifiuti elettronici possono essere in qualche modo riciclati, alcune parti sono difficilmente recuperabili. 


Da qui l'idea dell'Università del Missouri di realizzare display a base di componenti organici, in grado di deteriorarsi nell'ambiente senza produrre inquinamento. Alla base di questa elettronica biodegradabile ci sono i peptidi, composti proteici che combinate con nano strutture e polimeri blu luminescenti possono essere utilizzati per creare la luce blu necessaria per i display, questo però è solo il primo passo, infatti per ottenere schermi completamente funzionanti bisogna ottenere un risultato similare con polimeri luminescenti verdi e rossi. 
L'innovazione, la ricerca a funzione di una tecnologia più ecofriendy è sicuramente la strada da percorrere per non finire sommersi dai rifiuti. O forse dovremmo cambiare la nostra percezione degli oggetti hi tech, dando un valore più durevole a quello che acquistiamo. 

Voi cosa ne pensate? Meglio una tecnologia smart, versatile, aggiornabile e resistente nel tempo o un ricambio incessante anche se smaltibile e biodegradabile? In cosa investireste?

133 anni di cambiamenti climatici in musica


Trasformare le temperature in note, riassumere gli ultimi 133 anni di cambiamenti climatici grazie alla musica. 
Vi sembra impossibile? Eppure un team di musicisti e un professore di geografia del Minnesota ci sono riusciti insieme agli alunni della scuola di musica dell'ateneo. 
L'idea nata dallo studente Daniel Crawford ha permesso di attribuire ogni variabile climatica a una nota e ogni strumento a una parte specifica dell'emisfero, dando origine a una vera e propria sinfonia: Planetary Bands, Warming World.  

Il risultato è sorprendente ed estremamente interessante, infatti se all'inizio la melodia che rappresenta il 1880 è più bassa, col passare del tempo e di conseguenza gli anni le tonalità più alte aumentano esponenzialmente fino ad arrivare al 2014, dove il suono del violino, che rappresenta l'artico si fa più stridulo. 
Ciò significa un aumento preoccupante della temperatura a Polo Nord dovuto al riscaldamento globale.
La musica ci aiuta a comprendere meglio un processo inesorabile e apparentemente invisibile, questo progetto consente di sentire con le nostre orecchie il messaggio che il Pianeta ci sta dando. Ma come facciamo a far tornare la melodia più dolce e gradevole?

Vi lasciamo alla sinfonia che riassume le variazioni climatiche dal 1880 al 2014 e alla riflessione su un emergenza sempre più attuale.

 

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