domenica 22 ottobre 2017

4 modi per cuocere le castagne

cuocere le castagne

L’autunno è il mese del cambio di stagione, la prima nebbia, le foglie che diventano rosse e cadono sui marciapiedi e delle castagne. 
Amo particolarmente questo momento per sedermi al caldo a casa e godermi il rito di sgranocchiarle insieme con la mia famiglia. Tocca sempre a me cuocerle e soprattutto inciderle, anche se spesso ricorro ad aiutanti più pazienti per questa operazione.
Ci sono tanti modi per cuocere le castagne a casa, ogni tipo di cottura restituisce questo prezioso frutto autunnale in differenti modi: lesso, morbido perfetto per fare torte o preparazioni salate, abbrustolito da mangiare così o da gustare il giorno dopo dentro il latte per colazione. Siete pronti a scoprire come cucinare le castagne a casa?
come cuocere le castagne


Castagne al microonde in 4 minuti

Uno dei modi nuovi che ho imparato per cuocere le castagne è quello al microonde, non ci avevo mai pensato, anche perché è da poco che ho questo piccolo elettrodomestico a casa e perché mi sono sempre piaciute le castagne croccanti. Da poco ho apprezzato quelle morbide e spellate, una vera bontà che si conserva anche per molto tempo.
Ecco la preparazione delle castagne al microoonde in pochissimi minuti:
Primo passo di ogni preparazione è quello di incidere le castagne a croce o con un taglio orizzontale, in modo che non esplodano e risulti molto più facile pulirle.
Una volta incise le castagne vi basterà immergerle in una bacinella d’acqua per farle un po’ ammollare. Dopo questa operazione che richiede 10 – 15 minuti, possiamo procedere alla cottura.
Prendete 2 recipienti adatti per essere inseriti in microonde, ad esempio il vetro, una riempitela d’acqua, l’altra con le castagne, una piccola quantità per volta. Inserite nell’elettrodomestico e impostate la potenza di 750 watt per 4 minuti.
Una volta estratte dal microonde lasciatele riposare in un panno asciutto per pochi minuti e poi sbucciatele.

Castagne in padella forata

caldarroste a casa - ecodellecoUna delle preparazioni più classiche delle caldarroste è quella con la classica padella di metallo con i fori, da mettere nel camino, sulla brace e per chi non ha la fortuna di averla, anche il gas.
Il procedimento è il medesimo per la preparazione, ovvero incidere le castagne con un taglio superficiale e poi riporle in una padella con il fondo bucato, da mettere sul fuoco a fiamma alta, coperte con un coperchio di metallo.
Questo metodo richiede pazienza e una buona cappa aspirante perché spesso le castagne fanno fumo, ma anche il classico profumo adorato delle caldarroste. Girate le castagne spesso per non farle carbonizzare.
Un trucchetto: spruzzate di tanto in tanto un po’ di acqua salata per mantenerle umide, una volta acquistato colore chiudetele in un cestino con un panno pulito sopra e mettetele a raffreddare un po’ sul davanzale, l’umidità generata vi aiuterà a sbucciarle.

Castagne al forno

Sempre per chi ama le castagne abbrustolite, un metodo più facile è quello di metterle in forno. Anche qui ricordate di inciderle e di lasciarle a mollo per 20 minuti in acqua tiepida per farle ammorbidire.
Una volta scolate riponetele in una teglia capiente in modo che non si sovrappongano con la parte incisa in alto, aggiungete sale e rosmarino a piacere e lasciate cuocere per 30 minuti a 200 gradi. Controllate la cottura e girate di tanto in tanto. Una volta cotte riponetele a raffreddare in un cartoccio.

Castagne lesse

Un metodo altrettanto classico per cuocere le castagne è lessarle in acqua salata o non, la tradizione vuole che le castagne siano legate insieme in trecce e che una volta cotte si lascino integre e si conservino per le feste da consumare incidendole e sbucciandole o schiacciandole in bocca.
Queste castagne sono tipiche delle fiere del periodo di Sant’Ambrogio per i milanesi, noi le mangiavamo da piccoli alla fiera degli obei obei.
Questa volta le castagne non dovranno essere incise, ma saranno cotte in una pentola capiente, coperte da acqua e un coperchio. Il tempo di cottura va dai 30 ai 40 min dipende dalla quantità, al primo bollore abbassate la fiamma e coprite le castagne. Spesso si lasciano raffreddare nella loro acqua di cottura prima di asciugarle con cura e conservarle in un posto arieggiato.

Le castagne lesse sono ottime da mangiare così, o dentro il latte caldo la mattina a colazione, una vera golosità autunnale.

E voi come le preparate le castagne o le caldarroste?

Che metodo preferite?

Ecomondo: Green & Circular Economy


Mancano poco più di 2 settimane a Ecomondo 2017 che si terrà a Rimini dal 7 al 10 novembre, la fiera della green e circular economy è giunta alla 21esima edizione e si riconferma uno degli eventi internazionali più importanti sul tema.
Il format unisce in un unico luogo tutti i settori dell’economia circolare dal riciclo e recupero delle materie prime e materiali ed energia allo sviluppo sostenibile.

L’Italia prima in classifica in Europa per il riciclo dei rifiuti

Il nostro Paese ricopre in ruolo di capolista nell'efficienza energetica, nel riciclo di rifiuti e della produttività delle risorse, Ecomondo è, di fatto, un punto di riferimento per queste tematiche, un luogo d’incontro, dialogo e scambio di conoscenze importanti a livello internazionale. 

Il modello di Città sostenibile: energie rinnovabili e piani per la mobilità sostenibile

In concomitanza con Ecomondo quest’anno si svolgerà Key Energy, la fiera delle Energies for climate, che ha lo scopo di esplorare e presentare le soluzioni e le applicazioni per migliorare l’efficienza energetica e le energie rinnovabili. Questo filone si integra pienamente con quanto fatto dal 2009 da Ecomondo, ovvero cercare di proporre all'interno dello spazio espositivo un modello ideale di Città Sostenibile, grazie a modelli di urbanizzazione, tecnologie e progetti di mobilità volti a migliorare la vita dei cittadini in chiave green e sostenibile.

Temi trattati e padiglioni di Ecomondo

Ecomondo - Fiera Rimini 


Nei 113.000 mq espositivi saranno presenti 1200 espositori e 9000 buyers internazionali, i temi trattati saranno molti:
  • riciclo e risorse
  • industria e bioeconomia
  • bonifica e rischi ambientali
  • acqua 
  • energia 
  • mobilità sostenibile.

Stati Generali della Green Economy

All’interno di questa edizione inoltre saranno ospitati gli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, formato da 66 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo economico.
L’obiettivo di questa iniziativa giunta alla sesta edizione è quello di implementare una piattaforma per lo sviluppo di una green economy in Italia attraverso l'analisi dei potenziali positivi, degli ostacoli, nonché delle politiche e delle misure necessarie per migliorare la qualità ecologica dei settori strategici.

Per conoscere il programma completo, i padiglioni e gli eventi collaterali di Ecomondo OFF visitate il sito ufficiale a questo link.


domenica 8 ottobre 2017

Decluttering: il cambio di stagione, come farlo e perché serve


L'autunno è arrivato, non possiamo farci nulla!
Qualche settimana fa, al primo frescolino della stagione, mi sono ritrovata a piangere davanti all’armadio in cerca di qualcosa di caldo e decente da indossare in ufficio, risultato? Crisi isterica, perdita di tempo, abbinamenti strampalati e raffreddore il giorno dopo.
Il mio armadio era un disastro! A portata di mano avevo solo indumenti estivi, vestiti che non avrei mai più messo non solo la prossima estate ma anche MAI, la mattina facevo sempre ritardo e mi sentivo sciatta e poco curata.
Nel mio caso però fare ordine o il famoso e temuto “cambio di stagione” non sarebbe servito a risolvere i miei problemi, perché erano due anni che non trovavo più alcuni maglioni e avevo purtroppo abiti che non mi stavano più bene, consumati e bruttarelli.

Cambio di stagione o cambio di armadio: è tempo di scegliere


Serviva il declutter… che detto in parole nostre è un ripulisti dell’armadio, per ancora più breve una cernita sistematica di tutto il contenuto e la selezione degli indumenti.

La spinta mi è stata data da Valentina dell’Angolo del Focolare, una youtuber che adoro e che seguo da tantissimo tempo. Valentina ha creato un gruppo su Facebook dedicato al Guardaroba Capsula e un mini corso fatto benissimo che vi consiglio vivamente di seguire, se non altro per la positività che emana la Vale.

Selezione dei vestiti: metto davvero queste cose?

Il mio piano d’azione è stato fulmineo e istintivo: ho aperto l’armadio ho tirato fuori tutto e ho invaso il letto e il pavimento di abiti, grucce e accessori. Mio marito a momenti sveniva dalla paura, ma prima o poi dovrà farlo anche lui e allora riderò un sacco.
Con l’armadio vuoto ho potuto pulire l’interno, ritrovare i vestiti persi che erano caduti dalle grucce e si erano stratificati sul fondo, facendo il posto per i vestiti di stagione e quelli che volevo tenere.
Ho esaminato i capi, mettendo nei sacconi da donare quelli in buono stato ma che non mettevo da tempo, selezionando quelli rotti o consumati da differenziare.
Ho controllato anche negli scatoloni che avevo sul fondo del guardaroba, selezionato anche quelli in modo da fare spazio e riporre con maggior cura tutto.
Una volta scelto gli abiti da tenere ho messo a lavare il dovuto, perché una rinfrescata fa sempre bene!
Grazie a questo drastico impulso ho potuto fare spazio per la stagione nuova e spostare tutti i capi estivi nella parte alta, riporre lontano dalla polvere i costumi e gli abitini freschi salutandoli.


Tutto in vista: prossimo passo guardaroba capsula


Ora è tutto visibile e a portata di mano, non ho più grucce pesanti e ingombranti vuote che occupavano spazio, vestiti stratificati su un solo ometto, e posso scegliere meglio e più velocemente.

Questo è il primo passo verso la vera e propria costruzione del guardaroba capsula, che però riservo alla prossima puntata e hai consigli di Valentina L’angolo del Focolare.

Leggi in nostro articolo su Humana e su dove donare gli abiti che non usi più!

Come ridurre gli sprechi in cucina: le verdure avanzate

riciclo verdure - ricetta - ecodellecologia
Cucina Ecologica - Non buttare le verdure avanzate

Da un po’ di tempo sto sperimentando un piccolo trucchetto per ridurre gli sprechi di alimenti in cucina, in questo caso delle verdure.
Siamo solo due a casa e quindi spesso durante la preparazione delle ricette piccole quantità, che se lasciate a metà nel frigo vanno a male e vengono sistematicamente buttate dopo poco.

Sta arrivando il periodo delle zuppe e dei risotti, molto spesso a base di verdure, quindi mi sono detta "perché non provare a conservarle crude nel congelatore?" Ho iniziato questo esperimento, scegliendo di usare un sacchetto di quelli "apri e chiudi" per tenere ogni volta gli avanzi di verdura, ad esempio: hai fatto le verze ma le foglie esterne sono troppo dure essere saltate insieme alle altre? È avanzato mezzo peperone, o un gambo del sedano, le foglie esterne dei finocchi, o il ciuffo di cipollotti fresco? Ma anche le zucchine ammaccate e le carote che si stanno appassendo in frigo. Taglia tutto e inseriscilo nel sacchetto gelo.

Puoi fare un mix aggiungendo nello stesso sacchetto tutte le verdure insieme, oppure dividerle in più sacchetti se hai spazio e varierà.


Cosa succede quando il sacchetto è pieno?


Il mix di verdure surgelate sono un ottimo salva cena, alcuni esempi delle ricette che ho realizzato:
  •         Un gustoso minestrone che potete arricchire con legumi, patate o cereali
  •          Vellutate e passate da accompagnare con riso o pasta oppure da sole e come sughetto
  •          Brodo vegetale per secondi o risotti
  •         Basi per risotti (zucca, zucchina, peperoni o porri)

Puoi usare tutto il sacchetto o la quantità che ti serve di volta in volta. Unica sola regola: metti la data sul sacchetto e ripromettiti di usare le verdure alla fine del mese senza lasciare passare troppo tempo.

Cosa ho imparato da questo esperimento di cucina ecologica?

Ho imparato che si avanzano di volta in volta alimenti ottimi da conservare, buttarli via è un vero peccato, inoltre surgelarli può essere una mossa furba per risparmiare tempo, perché sono già lavati, tagliati, pronti per essere saltati in padella o per essere bolliti o brasati. In pochi minuti ho un piatto furbo o una base per altre ricette.


Che ne pensate di questa idea? Avete provato questo trucco zero spreco? 

domenica 23 luglio 2017

Lamazuna: beauty a impatto zero novità al Sana 2017

Cosmesi zero sprechi ecosostenibile - Foto dalla pagina Facebook di Lamazuna

Tutto pronto per Sana 2017: il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale che si terrà a Bologna dall’8 all’11 settembre. Tra le novità di questa edizione uno dei marchi di eco cosmesi francesi che sbarcherà in Italia: Lamazuna che ha scelto la manifestazione per fare il suo debutto da noi.
Il marchio, cui nome significa “bella ragazza” in georgiano, nasce 7 anni fa dall’idea della sua giovane fondatrice di azzerare la spazzatura derivata dai prodotti in uso per la cura della persona, partendo dal packaging.  Da qui una linea di prodotti beauty zero waste, che colpiscono per l’utilizzo, la versatilità e gli ingredienti biologici, vegan e certificati. 

I cosmetici zero waste Lamazuna sono realizzati con ricette fresche in maniera artigianale e dalla forma accattivante: dentifrici solidi che sembrano lecca lecca, burri corpo che sembrano pasticcini, dischetti struccanti lavabili simili a pancake, ma anche shampoo solido, deodorante e ovviamente contenitori per conservare i propri cosmetici ecobio.

Di marchi di cosmesi ecologici per fortuna negli ultimi anni sono nati tantissimi, è sorto anche una vero e proprio esercito di spignattatrici, ovvero di persone che i prodotti per la cura del corpo e i cosmetici fai da te lo producono a casa, con materie prime prese anche dalla dispensa. Ma anche i marchi noti si stanno piano piano sensibilizzando e prestano maggior attenzione all’INCI (leggi in nostro articolo e scopri come leggere gli ingredienti dei cosmetici).

Diamo ovviamente una nostra valutazione, soggettiva e molto profana, di questa linea di prodotti Lamazuna. Dai siti possiamo capire che i prodotti sono innovativi è vero, accattivanti (ti viene voglia di provare tutto) ma dal prezzo un po' altino: uno shampoo solido 13 euro e un contenitore di vetro con il tappo da 100 ml 5 euro. Tutti gli ingredienti e le ricette sono facilmente riproducibili a casa con pochi euro  (e questo sì che è abbattere gli sprechi), ovvio non tutti hanno la voglia e la pazienza di farlo. Per questo è apprezzabile l’idea e l’attenzione data a ogni prodotto, curato in ogni aspetto: ingredienti, packaging degradabile, e praticità. In più il loro messaggio è proprio in linea con i nostri principi.


Attendiamo di provare personalmente i prodotti per testarne anche la qualità e l’utilizzo quotidiano, nel frattempo vi lasciamo a qualche tutorial e ricetta di cosmesi fai da te per i più temerari e volenterosi di voi.



#Clothesforlove: la tecnologia a servizio della solidarietà

 Clothes For Love - Humana - ecodellecologia
Contenitore abiti usati Humana - Clothes For Love- Fonte facebook

Gli abiti che non usi più diventano un gesto d’amore per chi ne ha bisogno. Questa l'iniziativa di Humana in collaborazione con Unioncamere e Regione Lombardia che in questi giorni ha avviato un nuovo progetto, quello di trasformare la raccolta di vestiti usati in qualcosa di moderno e digitalizzato: Clothes for love.
Un grande cuore rosso dove inserire gli indumenti che non si usano più, dotato di un display computerizzato, ogni donazione corrisponde a un eco gift, ovvero un buono sconto o un buono di benvenuto che permette ai bambini di Chilangoma in Malawi di andare a scuola.

Dona gli abiti usati: un gesto sociale e ambientale

Il progetto #Clothesforlove di Humana nasce per favorire l’alfabetizzazione di questi ragazzi, in Malawi infatti l’80% dei bambini dopo cinque anni di scuola rimane analfabeta, questo perché il sistema scolastico prevede solo un insegnante ogni 100 alunni.
Humana collabora con istituti primari aiutando oltre 80 mila bimbi ad andare a scuola con regolarità, realizzando progetti di formazione di qualità, in ambienti adatti e con risorse idonee, tutto questo per abbattere l’abbandono scolastico.


Donare i propri abiti permette di sostenete questi programmi, oltre ad essere un gesto umanitario è anche un gesto ecologico, sociale molto forte. Donare è ancora più semplice e innovativo grazie a questo nuovo contenitore digitale che mette la tecnologia a servizio della solidarietà.

Close for love è un tour che toccherà diverse città della Lombardia da luglio 2017 a gennaio 2018, e punta a trasformare un gesto semplice di solidarietà e tutela ambientale in qualcosa di più, in un momento di dialogo con il cittadino che contribuisce a incentivare lo sviluppo del proprio territorio.
I buoni infatti sono spendibili per prodotti venduti nelle botteghe ma anche in servizi presso artigiani, piccoli esercenti e riparatori attivi localmente.

Un circolo virtuoso che unisce, progetti, bisogni e conoscenze, un esempio concreto di economia circolare con impatto positivo in termini sociali e ambientali.

Per questo ci piace e ve ne parliamo qui. Per qualsiasi altra informazione visitate il sito ufficiale di Humana.

Ecco dove trovare i contenitori Clothes forlove:

  • Milano – Simply Viale Corsica 21  - Durata: 11 luglio – 29 settembre
  • Varese – Piazza della Repubblica 25 - Da metà settembre
  • Brescia – Simply Via San Zeno 76 - Da metà settembre



Clothesforlove sarà anche a Lecco, Vimodrone (MI) – Centro Comm. Auchan, Como, Pavia,
Concesio (BS) – Centro Comm. Auchan e di nuovo a Milano e a Brescia, le date saranno presto disponibili sul sito.

 

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