lunedì 18 aprile 2016

Fashion Revolution: per una moda più etica e pulita


Inizia oggi e durerà fino al 24 aprile la Fashion Revolution Week, un evento nato in ricordo di quanto è accaduto il 24 aprile del 2013 alle persone  che lavoravano nel complesso produttivo di Rana Plaza in Bangladesh, ovvero il crollo dell’edificio e la morte di tantissimi persone.
L’iniziativa vuole opporsi allo sfruttamento dei lavoratori, chiede all’industria della moda di salvaguardare le persone offrendo tutele per le persone, l’ambiente e la creatività oltre a un profitto in ugual misura.
Fashion Revolution Day non si rivolge solo al mondo della moda, i grandi o piccoli brand ma anche hai consumatori, in modo che capiscano il valore di quello che indossano, e il lavoro che c’è dietro ogni capo prodotto. Per questo motivo il 24 aprile siamo tutti invitati a un piccolo gesto simbolico, indossare un capo al contrario, scattare una foto e postarla sui social chiedendo ai brand “Chi ha i miei vestiti?”

Il maestro Bernardo Bertolucci, il creativo Elio Fiorucci, il musicista Saturnino Celani, l’artista/attice Domiziana Giordano, l’attore e regista Giampiero Judica, il tenore Noah Stewart, il filmmaker Jordan Stone: sono alcuni dei personaggi che, facendosi ritrarre con gli abiti al contrario, aderiscono al Fashion Revolution Day 2015.
Ognuno può cambiare le cose, le nostre scelte infatti possono convincere i grandi brand ad adottare sistemi di produzioni più trasparenti ed etici, rispettosi dei lavoratori e dell’ambiente.
I Tag ufficiali da utilizzare durante tutto il periodo di Fashion Revolution sono: #WhoMadeMyClothes #FashRev
Pronti a cambiare il mondo delle moda?

Maggiori informazioni sul sito: http://fashionrevolution.org/country/italy/ e sulla pagina Facebook.




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